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Postura corretta nel massaggio: qual è la tua

Postura corretta nel massaggio: qual è la tua?

La postura corretta durante il massaggio è un elemento fondamentale per ottenere la massima pressione con il minimo sforzo fisico e per evitare infortuni. 

In tutti i corsi che svolgo per la formazione di futuri massaggiatori, noto che questi assumono posizioni involontarie e una postura scorretta, che portano a sbilanciare l’asse del corpo.

Tra le posizioni erronee più frequenti, riscontro:

  • Chiusura degli omeri;
  • Testa e collo eccessivamente bassi;
  • Zona trocanterica extra ruotata;
  • Braccia rigide;
  • Gambe completamente diritte.

Chi è alla prima esperienza in questo bellissimo mondo, si concentra sull’apprendimento della tecnica, trascurando la parte più importante, ovvero la posizione del proprio corpo.

Perché è importante la postura del massaggiatore?

La postura che il massaggiatore assume durante l’esecuzione del massaggio è importante per una serie di motivi:

  • In primis, grazie al “gioco delle leve”, si può effettuare uno sforzo pari a zero pur esercitando una spinta massima;
  • Si possono evitare problemi di stanchezza generalizzata, mal di schiena e mal di gambe;
  • Si riduce il rischio di problemi fisici in futuro, come tunnel carpale, epicondilite ecc.

Postura definizione

Le definizioni studiate per chiarire il concetto di postura sono numerose. 

Una di queste identifica la postura come la posizione del corpo umano nello spazio e la relativa relazione tra i segmenti corporei: mantenere una corretta postura significa adottare la posizione del corpo più idonea allo spazio che ci circonda, attivando le funzioni antigravitarie del corpo con il minor dispendio energetico possibile e cercando di assumere un equilibrio ottimale in base agli stimoli ambientali e alla risposta generata dal corpo. 

Nella postura che si adotta, intervengono diversi fattori, che non ricoprono solo l’ambito fisico, tramite caratteristiche neurofisiologiche e biomeccaniche proprie dell’organismo. 

Altrettanto importanti, infatti, sono le componenti emotive, psicologiche e relazionali

La postura riflette il proprio vissuto, l’ambiente, gli stati d’animo che si vivono: lo stress e i momenti traumatici, così come le condizioni di appagamento e il rilassamento influiscono notevolmente sulla postura, sulla respirazione, sull’equilibrio biochimico del nostro corpo. 

È in questo modo che la postura si modifica continuamente.

Come avere una postura corretta?

Diversi sono gli studi in merito a quale sia la postura corretta da assumere: alcuni pensano che sia necessario un allineamento su piani paralleli dei diversi punti di repere (occhi, cingolo pelvico, ecc.), altri, invece, ritengono che sia più importante avere dei meccanismi posturali che interagiscano tra loro, per creare un sistema armonico e funzionale. 

Ciò che sappiamo con certezza è che non esiste una postura perfetta e che è impossibile il raggiungimento di una totale simmetria corporea. 

Basti pensare al fatto che gli organi sono dislocati nel nostro organismo in forma asimmetrica: il cuore è collocato leggermente a sinistra nel mediastino e genera una continua frequenza cardiaca che mantiene sempre il corpo in movimento; il fegato è posizionato a destra nel torace; il decorso dell’intestino.

La postura corretta può definirsi sinteticamente come la “deformazione coerente della gravità”. 

In altre parole, la corretta postura altro non è che la posizione più idonea del corpo nello spazio per attuare le funzioni anti gravitarie con il minor dispendio energetico sia in fase di deambulazione che in fase di stazionamento. Ad essa vengono a concorrere vari fattori: neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali.

È possibile mantenere una postura corretta?

È ovvio che durante le attività quotidiane non è possibile mantenere sempre una postura eretta, tuttavia si tratta pur sempre di attività che vanno necessariamente svolte e che non si possono evitare.

Ebbene, nel corso della giornata si assumono posizioni e si compiono gesti che sollecitano l’apparato muscolo scheletrico a volte in maniera anomala, esponendo a problemi anche importanti e di lunga durata. 

Inizialmente, l’organismo cerca di compensare e, successivamente, vedrà insorgere tutte le problematiche più comuni, quali cefalee, cervicalgie, nevralgie, difetti di masticazione, dorsalgie, lombalgie e altro, ma anche disturbi meno noti, tra i quali quelli della sfera psichica. 

La forza durate il massaggio

Erroneamente, si pensa che per ottenere una buona forza durante il massaggio bisogna utilizzare esclusivamente braccia e mani, mentre il resto il corpo debba restare passivo.

Il trucco che si cela dietro alla grande forza nel massaggio non è altro che una giusta postura data dal movimento di flessione e di estensione delle gambe e dalla rotazione di peso guidati dal bacino, che trasmetteranno la forza alle braccia, poi alle mani ed infine ai muscoli del cliente.

Un’attenzione particolare riguarda l’altezza del lettino:

  • Se è troppo basso, richiede lo spostamento del baricentro in avanti, amplificando la tensione sulla zona lombo-sacrale, e aumenta l’estensione angolare del polso, danneggiando e riducendo la forza di presa;
  • Se è troppo alto, riduce la flessione lombo-sacrale e regolarizza l’angolatura del polso.

Il consiglio è quello di provare con un lettino che arrivi a metà della propria altezza per poi regolarlo in base alla propria corporatura: sarà leggermente più alto, se si hanno le gambe lunghe o leggermente più basso, se si ha un busto lungo.

Conclusioni

Avere una buona postura non significa necessariamente mantenere una determinata posizione o sedersi per forza dritti. 

È un gesto atletico, che prevede movimenti diversi e che permette di muoversi e cambiare posizione velocemente e con il minimo sforzo, adattandosi alla circostanza occorrente, a seconda dell’ambiente. 

Esaminate tutti i punti che vi ho descritto precedentemente: ne trarrete sicuro giovamento a livello posturale.

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