Mal di testa? Ecco qualcosa da sapere

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Il mal di testa è una sensazione di oppressione all’altezza delle tempie, che può arrivare a pregiudicare la giornata, condizionando la rapidità di azioni e decisioni.

Il termine scientifico di ciò che viene comunemente indicato come mal di testa è cefalea, ma occorre di volta in volta individuarne i sintomi per poter classificare questo disturbo.

L’International Headache Society ha identificato 13 forme principali di mal di testa con oltre 150 sottocategorie e distinguibili in due grandi famiglie:

  • Le cefalee primarie: sono quelle forme in cui il mal di testa rappresenta una malattia vera e propria, diventando un disturbo e non legato ad altre patologie. Queste possono essere considerate patologie benigne, in quanto non causano deficit neurologici permanenti e non mettono il paziente in pericolo di vita, ma possono essere disabilitanti al punto da compromettere gravemente la qualità della vita. Le più comuni cefalee primarie sono:
    • Emicrania, con o senz’aura, episodica o cronica: sono riconosciuti sei tipi di emicrania, ma sono due le forme più diffuse:
      • Emicrania senz’aura: caratterizzata da ricorrenti attacchi di dolore, spesso da un solo lato del capo o del collo; il dolore è di tipo pulsante, come un martello che batte, può iniziare in qualsiasi momento della giornata e diramarsi da entrambi i lati o alternandosi. Molte volte il dolore è così forte da impedire tutte le attività lavorative, costringendo il paziente a mettersi a letto al buio e senza rumori. Questo dolore può durare anche 2-3 giorni e può essere accompagnato da vari disturbi: fotofobia, ossia il fastidio alla luce; fonofobia, ossia il fastidio ai suoni; osmofobia, ossia il fastodio agli odori; brividi, pallore e debolezza;
      • Emicrania con aura: il dolore è preceduto o accompagnato da un sintomo neurologico, come formicolio o alterazioni visive, completamente reversibili e di breve durata; rispetto alla tipologia senz’aura, gli attacchi sono meno frequenti, con un andamento irregolare. I sintomi più frequenti sono: annebbiamento della vista, lampi o bagliori colorati a zigzag e visione deformata degli oggetti;
    • Cefalea di tipo tensivo, episodica o cronica: caratterizzata da un dolore cupo e persistente, come un senso di oppressione o pesantezza e spesso descritta come un cerchio alla testa; la sua comparsa o intensità è influenzata da stress emotivi, ansia e depressione, abuso di farmaci, disturbi mandibolari e cattiva postura; generalmente dura 4-6 ore, ma può anche manifestarsi per pochi minuti, per un giorno intero, cominciando al mattino, aumentando lentamente nel corso della giornata, fino a scomparire la sera, o anche per diversi giorni o mesi, sotto forma di un dolore subcontinuo nelle forme croniche; in casi più rari, il disturbo si protrai per anni;
    • Cefalea a grappolo, episodica o cronica: è uno dei tipi di cefalea più dolorosi in assoluto e si manifesta con attacchi di dolore acuto, che colpiscono un lato della testa, spesso nella zona intorno all’occhio; una delle particolarità della cefalea a grappolo è il fatto che gli attacchi si ripetono ciclicamente seguendo sempre lo stesso schema e dando luogo ai cosiddetti “grappoli” o cluster; la sua comparsa o intensità possono essere influenzati dall’assunzione di alcool, alterazione dei ritmi personali o stanchezza;
  • Le cefalee secondarie: sono quelle in cui il mal di testa è il sintomo di un preciso disturbo sottostante, come ipertensione arteriosa, artrosi cervicale, allergie o, in casi gravi, tumori cervicali.

Cefalea ortostatica

Cefalea ortostatica

Cefalea ortostatica

Vittima anche George Clooney, la cefalea ortostatica è un particolare dolore alla testa, che compare quando si sta in posizione eretta; in greco, appunto, “orto” significa diritto. Il dolore si attenua o svanisce quando ci si sdraia.

Questo tipo di mal di testa è stato diagnosticato per la prima volta ad inizio anni Novanta e, ad oggi, colpisce circa 5 persone su 10mila.

La cefalea ortostatica si sviluppa a causa della perdita o della riduzione di quantità del liquor cerebrospinale all’interno della teca cranica. Questa sostanza protegge il midollo spinale e il cervello.

Ci sono diversi tipi di cefalea: primario, quando sorge spontaneamente a causa della debolezza congenita della membrana durale o in seguito a forte tosse, una caduta o un colpo di frusta, cioè piccoli traumi capaci di far diminuire la pressione del liquor; secondario, nel 30% dei casi circa, quando compare in seguito a puntura lombare o ad altri interventi chirurgici.

Nella maggior parte dei casi, la cefalea ortostatica si risolve spontaneamente con un lungo riposo; mentre in altri, può essere necessario ricorrere a trattamenti quali l’iper-idratazione, la caffeina, la teofillina o gli steroidi. Tuttavia, l’unica cura davvero efficace è il Blood Patch, una sorta di tappo, che viene introdotto con un’iniezione in anestesia locale, nello spazio epidurale del midollo per bloccare il gocciolamento del liquido cerebrospinale.

Tutte le cefalee primarie possono evolvere in una forma cronica: a soffrirne è una fetta della popolazione adulta, dal 3% al 5%, che accusa la presenza di dolore per circa 15 giorni al mese, per almeno tre mesi.

Mal di testa cause

Mal di testa cause

Mal di testa: ecco alcuni fattori

Possono essere implicati diversi fattori, fra i quali: ipertensione arteriosa, allergie, asma, artrite, diabete, obesità, disturbi del sonno.

Il più importante fattore è rappresentato dall’uso molto frequente di farmaci per il mal di testa.

La possibilità che la cefalea abbia una causa iatrogena va presa in attenta considerazione: infatti, i dati disponibili suggeriscono che l’uso eccessivo di antiemicranici, sia da banco che da prescrizione, può in realtà peggiorare e perpetuare il mal di testa, causando la cosiddetta cefalea da abuso di farmaci.

L’importanza clinica di questo problema viene confermata dal numero rilevante di studi che riportano una significativa riduzione della frequenza di comparsa e della gravità della cefalea in seguito alla sospensione dei farmaci analgesici e antiemicranici.

Il processo di cronicizzazione comporta gravi conseguenze e gravi effetti collaterali, come gastrite, disturbi circolatori, danni al fegato e ai reni, ma anche difficoltà nella gestione terapeutica, in quanto tutti i trattamenti diventano meno efficaci, al punto che in alcuni casi bisogna addirittura ricorrere all’intervento chirurgico, come nella cefalea a grappolo cronica farmaco-resistente.

Cefalea notturna

Cefalea notturna

Cefalea notturna

I pazienti con emicrania possono presentare alcuni disordini primari del sonno che peggiorano ulteriormente la qualità del sonno: la sindrome delle gambe senza riposo e quella delle apnee ostruttive nell’adulto; sogni terrifici o sonnambulismo nel bambino, per i quali si rinvia ad un approfondimento più specifico sul mal di testa nei bambini.

Esiste, infatti, una stretta correlazione tra la ridotta qualità del sonno e l’aumento della frequenza di mal di testa.

Uno squilibrio del ciclo sonno-veglia può comportare una mancanza di sonno e può esse essere dovuto a:

  • condizioni mediche, come disturbi d’ansia, depressione, dolori osteoarticolari;
  • abitudini di vita, come restare a lungo svegli nelle ore notturne per leggere, guardare la TV o giocare ai videogames;
  • eventi di vita sociale e familiare o motivi di lavoro/ studio o jet-leg.

In tutto questi casi, possono svilupparsi problemi nel paziente affetto da emicrania o cefalea tensiva.

All’opposto, comportamenti più tipici del weekend o di una vacanza, quali dormire più a lungo, fare un breve sonnellino pomeridiano o restare a letto a sonnecchiare, possono facilmente scatenare un attacco di emicrania.

Ne consegue che mantenere abitudini di sonno regolari e non dormire oltre il necessario è molto vantaggioso soprattutto per chi soffre di emicrania.

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